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Cosa può accadere durante la pratica del Sitting in the Power

Cosa può accadere durante la pratica del Sitting in the Power

La pratica animica del Sitting in the power è una pratica potente che aiuta a connettersi con il proprio io interiore, con la coscienza superiore e con la dimensione spirituale.

Durante questa semplice pratica si possono provare diverse sensazioni legate soprattutto alla parte fisica e mentale.

In questo articolo , esploreremo le diverse sensazioni che potresti incontrare durante la tua pratica di Sitting in the power e forniremo consigli pratici per superarle.

Avere una mente irrequieta o iperattiva

Una delle sfide più comuni della pratica della meditazione introspettiva è quella di gestire una mente iperattiva, spesso definita “mente scimmia”. Può essere difficile calmare il flusso continuo di pensieri e trovare la quiete interiore.

Per superare questo problema, prova a utilizzare meditazioni guidate con musica rilassante. Concentrati sul respiro e osserva semplicemente i tuoi pensieri mentre affiorano in superficie per poi svanire. Puoi anche utilizzare tecniche di visualizzazione o praticare esercizi di radicamento e consapevolezza durante la giornata per ancorare la tua attenzione al momento presente.

Ti ricordiamo anche che ogni mercoledì alle h 20.30 pratichiamo insieme

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Avere pensieri negativi

È comune sperimentare pensieri negativi come l’autocritica o il giudizio su se stessi: rivolgendo l’attenzione verso l’interno, diventiamo consapevoli del chiacchiericcio mentale negativo che spesso ignoriamo quando siamo distratti o disconnessi dal nostro io interiore.

Quando emergono questi pensieri negativi, può essere spiacevole. Tuttavia, si tratta di una pratica efficace per chi cerca la crescita spirituale. La chiave per superare questa difficoltà è riconoscere i pensieri e osservare ciò che emerge dentro di noi. E notare come questi pensieri negativi influenzano le nostre emozioni.

Invece di cercare di sopprimere o modificare i pensieri con delle affermazioni, ci apriamo all’esperienza, abbandoniamo le aspettative e abbracciamo il processo di esplorazione spirituale senza giudizio.

Seduto al potere

Sentirsi emotivamente sopraffatti

Il Sitting in the power può talvolta suscitare emozioni intense, che potrebbero risultare opprimenti. Tuttavia, si tratta in realtà di un processo naturale di liberazione delle emozioni intrappolate e immagazzinate nel nostro corpo a causa di ferite emotive passate e presenti.

Creare uno spazio sicuro e privo di giudizio durante la pratica è fondamentale. Permettiti di vivere appieno qualsiasi emozione emerga, senza farti coinvolgere dalla storia che si cela dietro di essa. Semplicemente, percepisci l’intensità dell’emozione, sapendo che fa parte del tuo processo di guarigione. Sebbene inizialmente possa risultare scomodo, il senso di sollievo che ne consegue è davvero impagabile.

Ricorda, se senti il ​​bisogno di ulteriore supporto o guida, non esitare a contattarci praticare insieme può essere utile o effettuare delle sedute iniziali per poi proseguire individualmente.

Avvertire un disagio fisico nel corpo

Stare seduti per periodi prolungati può causare fastidi fisici, come mal di schiena o rigidità. Per ovviare a questi problemi, provate diverse posizioni da seduti, utilizzate cuscini di supporto o considerate all’inzio potresti aver bisogno di integrare esercizi di stretching leggero o yoga per preparare il corpo alla posizione seduta.

Con il tempo, la disciplina il corpo e i dolori fisici diminuisco perchè spesso creati dalla mente stessa non abituata al silenzio, alla calma e alla pace.

Avvertire un disagio nel corpo

Addormentarsi

Addormentarsi durante una seduta in studio è una difficoltà comune che molti medium si trovano ad affrontare. Questo accade spesso quando ci sentiamo molto a nostro agio, stanchi o meditiamo prima di andare a letto con luci soffuse.

Per superare questa difficoltà, è importante scegliere un momento della giornata in cui si è completamente svegli e vigili. Trovate una sedia comoda con un buon supporto per la schiena, dove possiate sedervi in ​​posizione eretta. L’ideale sarebbe sedersi in una stanza ben arieggiata con luci suffuse o con la luce rossa o con le candele.

Avere aspettative irrealistiche

Il contatto con lo Spirito è un processo trasformativo, ma richiede pazienza e una mente aperta. Spesso, le persone si aspettano esperienze che cambiano la vita, rivelazioni spirituali immediate o incontri straordinari.

Tuttavia, connettersi con lo spirito è un processo lento e graduale di scoperta di sé. Questa esperienza personale è unica e varia in intensità a seconda delle nostre esigenze e del nostro potenziale di crescita. Non c’è un obiettivo specifico da raggiungere. Dobbiamo semplicemente abbracciare il momento presente, diventare tutt’uno con la coscienza universale e permettere alla nostra essenza spirituale di tornare a casa.

Gestire le distrazioni

Interruzioni e distrazioni possono influenzare la nostra pratica di meditazione in presenza, rendendo difficile la connessione con il mondo spirituale.

Ecco perché è importante affrontare la questione fin da subito ed evitare di sentirsi stressati o agitati.
È fondamentale trovare uno spazio tranquillo e appartato dove potersi rilassare completamente. Se ci sono altre persone nei paraggi, si possono evitare interruzioni appendendo un cartello “Non disturbare” alla porta, in modo da avvisare gli altri di non entrare mentre ci si trova in questo luogo di raccoglimento.

Se invece i rumori esterni vi disturbano, provate ad ascoltare musica di sottofondo delicata o suoni rilassanti della natura per mascherarli. Creare un’atmosfera più serena può aiutarci a rilassarci e ad abbandonarci più facilmente al mondo spirituale.

Se le interruzioni e i rumori esterni persistono nonostante i tuoi sforzi, potrebbe essere utile esplorare momenti alternativi della giornata o luoghi diversi per la tua pratica meditativa.

Difficoltà a sedersi regolarmente in un luogo sicuro

Iniziare una nuova abitudine può sembrare difficile. Anche se abbiamo tutte le intenzioni di sederci in uno stato di concentrazione profonda, potremmo dimenticarci di meditare e spesso lasciamo che le cose vadano a rotoli.

Esistono però alcune strategie per superare questa difficoltà. Un ottimo approccio consiste nell’abbinare la pratica della meditazione a un’abitudine già consolidata. Ad esempio, si potrebbe scegliere di dedicare del tempo alla meditazione subito dopo aver gustato la tazza di tè del mattino o prima di fare la doccia.

Un’altra opzione è quella di dedicare del tempo a questo scopo all’interno del calendario lavorativo o della lista delle cose da fare. Riservandoci un momento specifico e annotandolo nella nostra agenda quotidiana, è più probabile che diventi un’abitudine duratura. E per chi perde spesso la cognizione del tempo, non dimenticate di impostare una sveglia o un promemoria sul telefono.

Ricorda di iniziare con sessioni di pratica più brevi e di aumentare gradualmente la durata man mano che ti senti più a tuo agio. Impegnati a dedicare anche solo 10 minuti al giorno e rendilo un impegno irrinunciabile.

Seduti con lo spirito

Non trovare il tempo per dedicarsi alla meditazione di potere

Trovare il tempo per immergerci nel potere spirituale finisce sempre in fondo alla nostra lista di priorità. Eppure, se vogliamo davvero sviluppare le nostre doti medianiche e la nostra crescita spirituale, dobbiamo trovare il tempo, nonostante i nostri impegni, per connetterci con lo spirito.

Iniziate individuando eventuali momenti liberi nella vostra agenda o momenti improduttivi durante la giornata, come ad esempio il tragitto da e per il lavoro. Ricordate che anche pochi minuti di pratica mirata possono essere significativi. E se al momento non avete tempo per una sessione di meditazione, non preoccupatevi.

Provate invece a essere più consapevoli durante la giornata, fate un paio di respiri profondi ogni volta che preparate un caffè, salite in ascensore o aprite una porta. Si tratta di prendersi del tempo per entrare in contatto con se stessi.

Non metterti ulteriore pressione addosso. Poi, quando i tuoi impegni diventeranno più gestibili, con maggiore probabilità riprenderai la tua pratica quotidiana o settimanale.

Trovare noioso o monotono stare seduti al potere

Alcune persone potrebbero chiedersi perché provano gli stessi schemi di pensiero o le stesse emozioni durante la pratica del Sitting in the power.

Ebbene, è importante riconoscere che nel corso della nostra vita abbiamo vissuto molte situazioni che ci hanno fatto provare emozioni come tristezza, rabbia, risentimento, odio e paura.

Se proviamo la stessa emozione durante la nostra pratica, significa semplicemente che non ci siamo ancora liberati completamente dal nostro bagaglio emotivo o non abbiamo abbandonato l’attaccamento ai nostri schemi di pensiero.

Entrare in contatto con lo spirito è un viaggio di autoesplorazione che ci permette di scoprire la nostra profonda connessione con la sfera spirituale. Dobbiamo semplicemente abbracciare il momento presente, accettare le nostre esperienze e viverle appieno.

Riflessioni conclusive

In conclusione, la pratica di “Sitting in the Power” è una pratica trasformativa per connettersi con il proprio io interiore e con la dimensione spirituale.

In sintesi, le sensazioni più comuni per chi pratica il Sitting in the power includono le seguenti:

  1. Provare una mente attiva e irrequieta.
  2. Gestire i pensieri negativi, l’autocritica e il giudizio su se stessi.
  3. Mi sento emotivamente sopraffatto.
  4. Provare un disagio fisico nel corpo.
  5. Addormentarsi .
  6. Nutrire aspettative irrealistiche riguardo a questa pratica.
  7. Gestire interruzioni e distrazioni.
  8. Ho difficoltà a mantenere una routine costante di seduta in posizione eretta.
  9. Difficoltà a trovare il tempo per la meditazione seduta in posizione di potere.
  10. Trovare noioso o monotono stare seduti in poltrona.

Riconoscendo e affrontando questi ostacoli comuni, potrai coltivare una pratica più arricchente e trasformativa. Abbraccia il percorso, sii compassionevole verso te stesso e lascia che la tua essenza spirituale si manifesti.

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